Approcci Cognitivi Comportamentali

Approcci Cognitivi Comportamentali

 

Nell’ambito di un intervento individualizzato gli approcci comportamentali potranno essere inseriti dapprima in un ambiente strutturato ed in seguito in un ambiente ecologico, al fine di favorire una generalizzazione delle acquisizioni.

In entrambe le condizioni vengono utilizzate le seguenti tecniche:

  • Discrete trial training (DTT) suddivisibile in tre momenti fondamentali: dare l’istruzioni, ricevere la risposta e dare la conseguenza con tempestività

  • SHAPING: tecnica finalizzata a promuovere un graduale miglioramento, pervenendo all’obiettivo desiderato a partire da una situazione iniziale, lontana da quella terminale

  • PROMPTING (suggerimento): tecnica di controllo dello stimolo mediante cui si favorisce l’emissione di comportamenti adeguati. I suggerimenti che si possono utilizzare possono essere di varia natura: verbali, gestuali, figurali, fisici o modellanti sulla base della tipologia di “suggerimento” necessario. Solitamente i prompt vengono sfumati (fading del prompt) attraverso un graduale passaggio da suggerimenti fisici, in cui l’operatore aiuta fisicamente l’utente, diminuendo gradualmente la quantità di aiuto conferito, fino a sfumare l’aiuto in prompt verbali, in cui elenca la successione delle azioni da compiere

  • FADING: tecnica per favorire la discriminazione dello stimolo; con questa tecnica si cerca di portare la persona alla risposta corretta tramite una modificazione graduale dello stimolo

  • MODELING: procedura mediante la quale una persona, chiamata “l’osservatore”, apprende determinati comportamenti ed abilità osservando un altro soggetto, chiamato “modello”. Il modeling può essere attuato per apprendere un’ampia gamma di comportamenti o migliorare i comportamenti e le abilità già possedute o fornire esempi comportamentali in situazioni ansiogene.

  • CHAINING (concatenamento): tecnica tramite cui si suddividono i compiti complessi in sequenze più semplici, ciascuno dei quali viene sottoposto ed un processo di apprendimento diverso.

  • Programmi comunicativi per aumentare l’interazione sociale reciproca (linguaggio ricettivo, linguaggio espressivo, attenzione condivisa), la regolazione dell’attenzione,l’ impegno nelle relazioni, l’organizzazione delle interazioni, il problem solving e l’uso di parole e simboli per comunicare intenzioni e sentimenti

Strutturazione spazio-temporale dei materiali 

La strutturazione agisce sul piano cognitivo, favorendo gli apprendimenti mediante stimoli comprensibili compatibili rispetto al funzionamento intellettivo della persona, e sul piano emotivo riducendo le ansie attraverso una maggiore prevedibilità. Tale strutturazione sarà flessibile ai bisogni emotivi ed evolutivi dell’utente e sarà tesa alla generalizzazione delle abilità target in ambienti sempre più ecologici. livello spaziale l’ambiente sarà suddiviso sulla base dei singoli momenti di vita, prevedendo uno spazio apposito per ogni attività, sia essa cognitiva, motoria, occupazionale, rilassante ecc…
L’organizzazione temporale faciliterà la prevedibilità degli eventi giornalieri, settimanali, mensili… Ciò potrà essere espletato con modalità ideo-grafiche attraverso agende, calendari, cartelloni ecc… 
Sulla base degli obiettivi individualizzati prefissati per ciascun utente è previsto un apposito materiale strutturato per livelli di difficoltà crescenti, sulla base di microbiettivi che prevedono un’applicazione negli ambienti di vita. 
La strutturazione del materiale prevede, inoltre, una suddivisione per aree tematiche e momenti di vita. Tale organizzazione rende l’ambiente maggiormente prevedibile, potenzia la scelta e l’autonomia, quando quest’ultima si configuri come macrobiettivo.

Programmi di comunicazione aumentativa ed alternativa (CAA) 

All’interno della “Fondazione Il Cireneo”, per il recupero delle disabilità verbali viene utilizzata la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). Tale approccio si basa sul presupposto che se un soggetto ha un disturbo espressivo del linguaggio può utilizzare altre modalità per trasmettere i propri pensieri. Le parole possono essere rappresentate in modo diverso, non da suoni ma da segni grafici (disegni o simboli), per essere collocate su tabelle cartacee o informatiche ordinate per categorie (persone, luoghi, oggetti) così che il disabile indicandole possa riuscire ad esprimersi. Il percorso per acquisire una nuova possibilità comunicativa non è né semplice né facile né soprattutto breve poiché è necessario attivare un processo di consapevolezza affinché il disabile verbale possa esprimere in modo più comprensibile e ordinato il proprio pensiero.
La CAA è rivolta a persone non verbali o con un linguaggio verbale limitato ed a tutti gli attori sociali che interagiscono con esse. L’insegnamento parte dalla richiesta dell’utente che si avvicina al partner comunicativo , consegna la carta dell’oggetto desiderato e lo ottiene. La comunicazione progredisce gradualmente fino alla capacità di discriminare tra le immagini nomi, verbi, aggettivi e alla strutturazione di semplici frasi dapprima in una situazione strutturata per poi estendersi e generalizzarsi a tutti gli ambienti di vita del bambinoL’insegnamento della comunicazione per immagini procede parallelamente a quella della comunicazione verbale (vocale). 

La Comunicazione Aumentativa ed Alternativa si pone i seguenti obiettivi:

  • Incrementare la spontaneità e l’iniziativa del bambino nella comunicazione
  • Migliorare la comprensione della comunicazione
  • Migliorare la comprensione dell’ambiente
  • Incrementare la partecipazione e l’attenzione
  • Rinforzare l’intenzionalità
  • Favorire l’apprendimento
  • Dare informazioni
  • Conoscere la routine, per dividere la giornata in segmenti, attribuendo un nome a ciascuno di essi
  • Organizzare i compiti
  • Strutturare l’ambiente (mediante etichette, calendari, agende…)
  • Insegnare l’autocontrollo
  • Aumentare l’autonomia delle prestazioni

Piano di rinforzo individualizzato 

Per ciascun utente sono previsti momenti di osservazione sistematica attraverso cui si potranno individuare gli eventi capaci di modificare la frequenza di manifestazione del comportamento target, aumentandolo o diminuendolo. Il valore motivante di tali eventi è in stretta relazione con il potere gratificante di ciascuno di essi. E’, dunque, indispensabile stabilire la tipologia di rinforzi utilizzabili sulla base delle preferenze del singolo utente determinando l’eventuale salienza di rinforzi tangibili (oggetti, commestibili o no), sociali (espressione di stima e affetto, lodi, sorrisi), dinamici (per esempio, far eseguire un compito meno gradito a condizione che poi possa farne un’altra più gradita), simbolici (Token Economy). 

Gli eventi motivanti saranno inseriti in un programma di rinforzo, definendo a priori la frequenza con cui un determinato comportamento dovrà essere premiato, la sua tipologia e l’eventuale variazione del rinforzo stesso. 
Un sistema di rinforzi tangibili a rapporto fisso nel tempo potrebbe essere parzialmente o completamente sostituito da un sistema di rinforzi simbolici o dinamici a rapporto variabile per un determinato comportamento parzialmente acquisito.

 

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